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		<title>Scontri a Milano, ucciso un egiziano</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 08:03:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; E&#8217; stata una serata di rivolta interetnica quella avvenuta a Milano, dove in via Padova, una delle &#8216;casbah&#8217; cittadine, la comunità nordafricana ha dato vita a disordine e aggressioni dopo l&#8217;uccisione di un giovane egiziano accoltellato, pare, da alcuni sudamericani.
La lunga arteria stradale sembrava quasi il teatro di una guerriglia, auto ribaltate, vetrine sfondate, motorini rovesciati e gruppi di nordafricani che a 20-30 si muovevano nelle vie laterali a caccia di peruviani ed ecuadoriani. La polizia è riuscita con difficoltà a contenere la situazione, proprio perché, dopo l&#8217;esplosione della rabbia questi gruppetti di facinorosi hanno continuato a imperversare con un mordi e fuggi di continui danneggiamenti. Secondo la ricostruzione della questura l&#8217;episodio che ha dato vita alla rivolta è avvenuto alle 17.40.
Un gruppo di latinos e tre amici, due egiziani e un ivoriano, che si trovavano tutti sullo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; E&#8217; stata una serata di rivolta interetnica quella avvenuta a Milano, dove in via Padova, una delle &#8216;casbah&#8217; cittadine<span id="more-471"></span>, la comunità nordafricana ha dato vita a disordine e aggressioni dopo l&#8217;uccisione di un giovane egiziano accoltellato, pare, da alcuni sudamericani.</p>
<p>La lunga arteria stradale sembrava quasi il teatro di una guerriglia, auto ribaltate, vetrine sfondate, motorini rovesciati e gruppi di nordafricani che a 20-30 si muovevano nelle vie laterali a caccia di peruviani ed ecuadoriani. La polizia è riuscita con difficoltà a contenere la situazione, proprio perché, dopo l&#8217;esplosione della rabbia questi gruppetti di facinorosi hanno continuato a imperversare con un mordi e fuggi di continui danneggiamenti. Secondo la ricostruzione della questura l&#8217;episodio che ha dato vita alla rivolta è avvenuto alle 17.40.</p>
<p>Un gruppo di latinos e tre amici, due egiziani e un ivoriano, che si trovavano tutti sullo stesso autobus in via Padova, hanno cominciato a sfottersi e minacciarsi. Appena i tre nordafricani sono scesi dal mezzo il gruppo di sudamericani li ha seguiti e raggiunti accoltellando uno di loro, Hamed Mamoud El Fayed Adou di 19 anni, che è morto sul posto nonostante i tentativi dei soccorritori di rianimarlo. Ferito uno dei suoi due amici, L.K. ivoriano di 21 anni, ma per fortuna solo lievemente ad un braccio. Il terzo, cugino della vittima, è riuscito invece a scappare ed è illeso.</p>
<p>I due sono stati poi accompagnati in Questura dove sono stati sentiti a lungo dalla Squadra Mobile confermando questa versione dei fatti. Al momento pare che gli investigatori cerchino cinque giovani sudamericani a cavallo dei 20 anni anche se non si esclude che questo scenario possa cambiare nel corso delle ore. Non era passata nemmeno mezz&#8217;ora dalla morte del giovane egiziano quando, partendo proprio dal punto dove era caduto sotto le lame dei suoi aggressori, è scoppiata la rabbia dei suoi connazionali e amici. Un centinaio di loro, che presidiava il luogo dove si trovava il cadavere, hanno cominciato a fronteggiare la polizia che nel frattempo si era schierata per impedire passaggi in direzione del centro, ma ad un certo punto, come se si fossero improvvisamente organizzati, gli arabi hanno fatto dietro front, si sono infilati in una via laterale e hanno cominciato a spaccare tutto quello che trovavano sulla loro strada di fatto girando dietro via Padova e sbucando di nuovo sulla strada principale dopo lo schieramento di polizia.</p>
<p>Anche lì poi, fino alla centrale piazza Loreto, hanno scatenato la loro ira sui negozi sudamericani e sulle auto parcheggiate. &#8220;A me hanno rotto solo una panca &#8211; racconta la titolare italiana di un bar &#8211; ma qui adesso c&#8217;é un clima di odio razziale e temo per quello che potrà accadere nei prossimi giorni&#8221;. Al momento non ci sono fermi di polizia, anche se intorno alle 22.00, un folto gruppo di nordafricani sbucato improvvisamente da una via è stato circondato dalle forze dell&#8217;ordine, che li ha perquisiti prima di accompagnarli a gruppi in Questura e anche a bordo di un autobus dell&#8217;Atm.</p>
<p>E mentre due giovani arabi camminando sul marciapiede facevano un inequivocabile gesto minacciando di tagliare la gola ad un gruppo di giovani latino americani, nel punto in cui è morto il giovane egiziano i suoi amici bruciavano il sangue ancora sul posto dopo avergli gettato sopra dell&#8217;alcol al grido di &#8220;vendetta, vendetta&#8221;. Quasi di fronte a loro, dentro un locale affollato da giovani italiani, tutto scorreva nella massima tranquillità tra drink e happy hour.</p>
<p>FORMIGONI, VIOLENZE INACCETTABILI &#8211; &#8220;Incidenti e violenze inaccettabili: la legge deve essere rispettata da tutti, tanto più da chi è ospite nel nostro Paese. I colpevoli vanno individuati e perseguiti e sono sicuro che le forze dell&#8217;ordine sono e saranno all&#8217;altezza del compito&#8221;. Questa la dichiarazione del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla rivolta degli immigrati in via Padova dopo l&#8217;omicidio di un egiziano.</p>
<p>DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA: FENOMENO IN ESPANSIONE &#8211; E&#8217; un &#8220;equilibrio delicato e precario&#8221; quello tra i gruppi criminali stranieri costretti a spartirsi gli affari sulla piazza di una grande città, come Milano. &#8220;In genere c&#8217;é una suddivisione per &#8216;materia&#8217;: a me la droga, a te il racket, a quello lo sfruttamento della prostituzione e via elencando, di reato in reato&#8221;, spiega un investigatore, esperto di gang. &#8220;Ma le invasioni di campo sono sempre possibili, specie tra le bande di giovani, e in quel caso il gruppo è pronto a ristabilire le regole con efferati regolamenti di conti. Basta anche uno &#8217;sgarro&#8217; in apparenza banale perché alla fine possa scapparci anche il morto. E&#8217; presto per dirlo con certezza, ma è quello che potrebbe essere successo a Milano&#8221;. La dinamica, in effetti, è ancora poco chiara. Sembra che il movente che ha portato all&#8217;omicidio del 19enne egiziano sia del tutto banale, ma la guerriglia metropolitana seguita al delitto tra bande di latinoamericani e nordafricani &#8220;può essere sintomo &#8211; spiega l&#8217;investigatore &#8211; di una rivalità mai sopita tra gang contrapposte e che l&#8217;omicidio ha fatto deflagrare come una bomba&#8221;. Polizia, carabinieri e servizi segreti ormai da anni analizzano il fenomeno della difficile coesistenza tra i gruppi stranieri dediti, in Italia, a diverse attività criminali. Un&#8217;attenzione particolare viene dedicata proprio al fenomeno delle gang giovanili che, anno dopo anno, è sempre più preoccupante. Agguati e duelli, coltellate e stupri; spesso la loro è un guerra silenziosa e lontana dal centro, altre volte esplode in modo plateale nel cuore delle città. La Dia, nella sua ultima relazione, si è soffermata sulle gang sudamericane, che ciclicamente tornano alla ribalta. E Milano (insieme a Genova) è una delle città in cui questi gruppi &#8211; che si chiamano &#8216;Latin king&#8217;, &#8216;Commando&#8217;, &#8216;Forever&#8221;, &#8216;Neta&#8217; o &#8216;Soldatos Latinos&#8217; &#8211; sono più attivi. La relazione della Direzione investigativa antimafia conferma che proprio nel capoluogo lombardo il fenomeno delle bande, &#8220;inizialmente nato quale esito deviante del disagio sociale, ha effettivamente fatto registrare diversi cruenti scontri in strada e la parallela commissione di reati di vario tipo&#8221;. Per ricordare alcuni degli episodi più noti, basti citare l&#8217;uccisione a coltellate &#8211; il 7 giugno 2009 &#8211; di un giovane equadoriano e il regolamento di conti, un anno prima, in cui venne quasi ammazzato un giovane salvadoregno, con l&#8217;arresto di diversi membri degli &#8216;Ms-13&#8242;. Secondo la Dia, però, &#8220;il fenomeno appare in espansione&#8221;, al punto che c&#8217;é un&#8217;apposita sezione della Squadra mobile che si occupa di monitorarlo, così come &#8220;appare in aumento il proliferare, anche sull&#8217;onda di spinte emulative, di nuove bande&#8221;. Bande di gruppi etnici differenti, caratterizzate da vincoli interni che possono definirsi di tipo mafioso, violente, pronte ad allearsi così come a farsi la guerra. &#8220;La convivenza multietnica? Tutto dipende dagli &#8216;affari&#8217; &#8211; risponde l&#8217;investigatore &#8211; e dall&#8217;equilibrio che, intorno ad essi, si riesce a trovare&#8221;. (Fabrizio Cassinelli su Ansa)</p>
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		<title>Bersani, Bertolaso dia le dimissioni</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 07:59:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Il leader del Pd chiede un passo indietro: &#8221;Si è creata una situazione che non consente un buon governo del sistema della Protezione civile&#8221;. Casini: &#8221;No alla ghigliottina, ma c&#8217;è una questione morale&#8221;. Parisi: &#8221;Serve una commissione d&#8217;inchiesta&#8221;. Bertolaso: &#8220;Non sono ricattabile, chiarirò tutto&#8221;. (fonte Adnkronos)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Il leader del Pd chiede un passo indietro: &#8221;Si è creata una situazione che non consente un buon governo del sistema della Protezione civile&#8221;. <span id="more-469"></span>Casini: &#8221;No alla ghigliottina, ma c&#8217;è una questione morale&#8221;. Parisi: &#8221;Serve una commissione d&#8217;inchiesta&#8221;. Bertolaso: &#8220;Non sono ricattabile, chiarirò tutto&#8221;. (fonte Adnkronos)</p>
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		<title>La green economy siamo noi?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 07:55:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FACEBOOK &#8211; Il punto interrogativo è d&#8217;obbligo. Infatti a me non sembra. Anzi, mi sembra che ci sia una gara da parte di chi produce ricchezza (per le proprie tasche) e &#8220;benessere&#8221; a imporre i propri stili come veri e propri bisogni (bisogni indotti e non reali). E gli abitanti di quella parte cosiddetta &#8220;civile&#8221; del pianeta&#8221; segue, come un branco di pecore, queste indicazioni come se fossero indispensabili alla propria sopravvivenza. E&#8217; così che si finisce per installare i pannelli solari perché vanno di moda&#8230;e non perché sono una risorsa, per noi e per l&#8217;ambiente. Comunque leggete l&#8217;interessante contributo, pubblicato oggi tramite il gruppo Facebook, sulla green economy.
***
Parafrasando Woody Allen, tutti dicono “green economy”. Ma che cosa intendono? È davvero l’unica possibilità di sfuggire alla trappola climatica ed energetica in cui ci siamo infilati o forse tanto entusiasmo nasconde ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FACEBOOK &#8211; Il punto interrogativo è d&#8217;obbligo. Infatti a me non sembra. Anzi, mi sembra che ci sia una gara da parte di chi produce ricchezza<span id="more-466"></span> (per le proprie tasche) e &#8220;benessere&#8221; a imporre i propri stili come veri e propri bisogni (bisogni indotti e non reali). E gli abitanti di quella parte cosiddetta &#8220;civile&#8221; del pianeta&#8221; segue, come un branco di pecore, queste indicazioni come se fossero indispensabili alla propria sopravvivenza. E&#8217; così che si finisce per installare i pannelli solari perché vanno di moda&#8230;e non perché sono una risorsa, per noi e per l&#8217;ambiente. Comunque leggete l&#8217;interessante contributo, pubblicato oggi tramite il gruppo Facebook, sulla green economy.<br />
***<br />
Parafrasando Woody Allen, tutti dicono “green economy”. Ma che cosa intendono? È davvero l’unica possibilità di sfuggire alla trappola climatica ed energetica in cui ci siamo infilati o forse tanto entusiasmo nasconde il tentativo di cavalcare una moda passeggera? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Cianciullo, giornalista di Repubblica specializzato in tematiche ambientali, che insieme a Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e direttore della rivista QualEnergia, ha appena dato alle stampe “La corsa della green economy. Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo” (Edizioni Ambiente, in libreria dal 17 marzo). Ne parliamo in occasione del convegno annuale a Roma del Kyoto Club “Dopo Copenhagen. Le sfide energetiche e ambientali del 2020”.</p>
<p>Attraverso l’analisi di casi esemplari, il libro racconta cosa sta succedendo in Italia e nel resto del mondo mondo. “La corsa della green economy si sta trasformando”, dice Cianciullo. “Da un sistema top-down, sostenuto dagli incentivi statali, sta diventando un fenomeno orizzontale e decentrato. Oggi gli attori della green economy sono le città che aderiscono a reti di sviluppo sostenibile, sono le associazioni, sono milioni di cittadini che attraverso le loro scelte quotidiane, i consumi e gli stili di vita più consapevoli contribuiscono a modificare l’atteggiamento delle imprese e a creare un sistema produttivo all’insegna del risparmio energetico e del rispetto ambientale”. (<a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2010/02/12/la-green-economy-siamo-noi/" target="_blank">fonte Oggiscienza</a>)</p>
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		<title>I palestinesi vestiti da Avatar chiedono attenzione</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 07:44:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BILIN (CISGIORDANIA) &#8211; Gli ultimi scatti li hanno dedicati ai dimostranti che questa settimana si sono schierati sotto i reticolati della barriera che separa la Cisgiordania palestinese da Israele agghindati, per sberleffo, come i Nàvi, i personaggi blu di Avatar hit cinematografica del momento. Sono i &#8216;turisti dell&#8217;occupazione&#8217;, viaggiatori un po&#8217; più avventurosi della media che &#8211; fra impulsi di solidarietà politica, curiosità e un tocco di presenzialismo &#8211; si vedono sempre più spesso, camere digitali al collo, sullo sfondo delle ormai abituali &#8216;proteste anti-muro&#8217; del venerdì.
Arrivano da mezzo mondo, Italia inclusa, per fotografare e fotografarsi. O girare video amatoriali. Ci sono i turisti per caso e quelli che mostrano di volersi documentare sulla storia della controversa genesi d&#8217;una cortina che, fra recinzioni e tratti di muro in cemento armato, corre per decine e decine di chilometri lungo questa eterna ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BILIN (CISGIORDANIA) &#8211; Gli ultimi scatti li hanno dedicati ai dimostranti che questa settimana si sono schierati sotto i reticolati <span id="more-463"></span>della barriera che separa la Cisgiordania palestinese da Israele agghindati, per sberleffo, come i Nàvi, i personaggi blu di Avatar hit cinematografica del momento. Sono i &#8216;turisti dell&#8217;occupazione&#8217;, viaggiatori un po&#8217; più avventurosi della media che &#8211; fra impulsi di solidarietà politica, curiosità e un tocco di presenzialismo &#8211; si vedono sempre più spesso, camere digitali al collo, sullo sfondo delle ormai abituali &#8216;proteste anti-muro&#8217; del venerdì.</p>
<p>Arrivano da mezzo mondo, Italia inclusa, per fotografare e fotografarsi. O girare video amatoriali. Ci sono i turisti per caso e quelli che mostrano di volersi documentare sulla storia della controversa genesi d&#8217;una cortina che, fra recinzioni e tratti di muro in cemento armato, corre per decine e decine di chilometri lungo questa eterna linea del fronte. Cortina voluta a suo tempo dal governo di Ariel Sharon per fermare le incursioni del terrorismo kamikaze e di cui Israele &#8211; dati sul calo degli attentati alla mano &#8211; difende la necessità. Ma che la Corte internazionale dell&#8217;Onu ha definito illegale e i palestinesi avvertono come una forma d&#8217;inaccettabile punizione collettiva, quando non come &#8220;un simbolo di apartheid&#8221;. Per farsene un&#8217;idea, si possono scegliere diverse mete.</p>
<p>Quelle più battute dai turisti occidentali sono i villaggi cisgiordani di Nabi Selech, Naalin, al-Maasara e soprattutto Bilin: centro abitato tagliato in due dallo sbarramento nel quale il 19 febbraio sarà &#8216;celebrato&#8217; il 5/o anniversario delle proteste. Proteste che sono il frutto della &#8220;resistenza pacifica&#8221; di migliaia di palestinesi e pacifisti israeliani e internazionali, affermano i promotori dei Comitati popolari locali. La loro linea, giurano, è la non violenza. Anche se proprio a Bilin &#8211; dove in questi anni si sono avuti contusi, feriti e qualche morto &#8211; sono più frequenti i tafferugli: le sassaiole di alcuni dimostranti, l&#8217;uso di proiettili di gomma e lacrimogeni (anche ieri) delle forze di sicurezza israeliane.</p>
<p>I visitatori occasionali, comunque, non paiono darsene per intesi. E d&#8217;altronde le regole d&#8217;ingaggio dei soldati sembrano più caute quando fra i manifestanti è segnalata una presenza significativa di stranieri. Ideatore &#8220;in chiave anticoloniale&#8221; della protesta modello Avatar, Mohammad al-Khatib, fermato e rilasciato a più riprese dai militari israeliani, si mostra compiaciuto. Tratteggia le sue iniziative come come uno sforzo &#8220;creativo&#8221; volto a richiamare un barlume d&#8217;attenzione dal mondo. E in questo senso, dice all&#8217;ANSA, tutto fa brodo: comprese le &#8217;strategie di marketing&#8217; che favoriscono il coinvolgimento nei &#8220;venerdì di Bilin&#8221; di semplici curiosi e persino pellegrini, accanto ad attivisti, fotoreporter o giornalisti. Secondo Khatib, la partecipazione internazionale è importante per far conoscere all&#8217;estero la sorte dei contadini che hanno perso terra e lavoro a causa del grande steccato.</p>
<p>Condizione che potrà cambiare per qualcuno, dopo la recente sentenza dell&#8217;Alta Corte israeliana favorevole a un gruppo di palestinesi e l&#8217;annuncio delle autorità &#8211; formalizzato giusto ieri &#8211; dell&#8217;avvio di lavori per una deviazione parziale del tracciato che attraversa Bilin. Ma che resta gravosa e senza sbocchi per molti altri. Sia come sia, e malgrado gli incidenti, il numero dei visitatori che inseriscono una tappa da queste parti continua ad aumentare. Sono persone &#8220;stanche dei soliti viaggi&#8221;, spiega all&#8217;ANSA Samer Kokali, dell&#8217;agenzia turistica non-profit Alternative Tourism Group di Betlemme, che dal 1996 organizza soggiorni in Cisgiordania.</p>
<p>Un tour operator sui generis che, oltre alle visite ai siti religiosi e artistici, propone incontri con esponenti politici palestinesi e israeliani o con i coloni, ma anche lezioni di cucina, lingua e cultura araba. E, con le cautele del caso, assiste chi desidera fare una puntata nelle &#8216;zone calde&#8217;. Non ci interessa il business, sostiene Kokali, ma che &#8220;la gente venga qui e veda con i suoi occhi la situazione&#8221;. Al di là della sfida al pericolo o del brivido del fuggi-fuggi d&#8217;occasione. (fonte Ansa)</p>
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		<title>Gli italiani non sorridono più come una volta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 07:39:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; La crisi economica, facendo &#8216;dimagrire&#8217; i portafogli, &#8217;spegne&#8217; anche il sorriso degli italiani. Da un&#8217;estesa indagine dell&#8217;istituto di ricerche di marketing Key-Stone, specializzato nel settore della salute e benessere, emerge infatti la difficile situazione dei laboratori odontotecnici dove si registra una vera e propria debacle per la richiesta di interventi e cure, a partire da ponti, corone e dentiere. Con un calo per il 2009 che raggiunge le due cifre: -15%. E per numerosi laboratori, soprattutto i più piccoli, non rimane che la chiusura. L&#8217;indagine è stata svolta su un campione rappresentativo di 650 laboratori odontotecnici, che denunciano nella stragrande maggioranza dei casi un vero e proprio crollo nella produzione di protesi odontoiatriche fisse e mobili.
- PROTESI -15%, SI RINUNCIA A CURA DENTI SOPRATTUTTO AL SUD: Un milione di dentiere e circa 5 milioni di elementi di protesi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; La crisi economica, facendo &#8216;dimagrire&#8217; i portafogli, &#8217;spegne&#8217; anche il sorriso degli italiani. Da un&#8217;estesa indagine dell&#8217;istituto di ricerche di marketing Key-Stone, specializzato nel settore della salute e benessere, emerge infatti la difficile situazione dei laboratori odontotecnici dove si registra una vera e propria debacle per la richiesta di interventi e cure, a partire da ponti, corone e dentiere. Con un calo per il 2009 che raggiunge le due cifre: -15%. E per numerosi laboratori, soprattutto i più piccoli, non rimane che la chiusura. L&#8217;indagine è stata svolta su un campione rappresentativo di 650 laboratori odontotecnici, che denunciano nella stragrande maggioranza dei casi un vero e proprio crollo nella produzione di protesi odontoiatriche fisse e mobili.</p>
<p>- PROTESI -15%, SI RINUNCIA A CURA DENTI SOPRATTUTTO AL SUD: Un milione di dentiere e circa 5 milioni di elementi di protesi fissa (corone e ponti), di cui oltre il 70% fabbricati con la più estetica ceramica. Questo il &#8216;consumo&#8217; di protesi degli italiani nel 2009. Ed è intorno al 15% il calo nella produzione di protesi odontoiatriche nel 2009. Il problema si fa sentire maggiormente nelle regioni meridionali: è infatti il Sud Italia a far registrare la crisi più profonda, con un -17% nella produzione di protesi. Nel Nord Ovest il calo minore, attestato intorno al -12%.</p>
<p>- ALLARME PER PICCOLI LABORATORI ODONTOTECNICI, MOLTI CHIUDONO: Il fenomeno di riduzione ha riguardato circa il 60% dei laboratori odontotecnici, in particolare quelli più piccoli e artigianali, sui quali si è misurato un picco di -22%. Si è così accentuato il fenomeno della chiusura dei laboratori odontotecnici che, secondo statistiche europee, sono calati del 10% in pochi anni. Resistono invece i laboratori più evoluti, attrezzati con innovative tecnologie informatiche come la tecnologia 3D per la progettazione e produzione di protesi, che hanno retto alla crisi evidenziando un calo minimo del -4%.</p>
<p>- PER 2010 PREVISIONI NON ROSEE: Non è roseo lo scenario neppure per il 2010, affermano gli esperti. Si prevede infatti una ulteriore riduzione di pazienti e minori preventivi di spesa più importanti, che riguardano per l&#8217;appunto la protesi. Questo, rilevano gli specialisti, considerando che il sistema odontoiatrico italiano, essendo per una parte consistente privato, fa sì che per la protesi si debba attingere alla capacità di risparmio delle famiglie. E, molto spesso, proprio la protesi dentale è una spesa sostitutiva di altre riguardanti la famiglia come, ad esempio, l&#8217;auto, gli arredi o i viaggi. (fonte Ansa)</p>
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		<title>Il pandoro fatto in casa</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dolci bio]]></category>
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		<category><![CDATA[pandoro casalingo]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ce l&#8217;ho con la Bauli o con la Motta, ci mancherebbe. Però è sempre meglio preparare i nostri dolci in casa, se abbiamo il tempo e la voglia di sperimentare. Usiamo sempre ingredienti naturali e il più possibile genuini: uova da allevamenti all&#8217;aperto provenienti da animali allevati senza l&#8217;uso di farine animali e di ormoni, latticini di buona qualità (sarebbe meglio conoscere personalmente la mucca, ma non si può pretendere tanto&#8230;) e farine appena macinate. Questo è davvero fondamentale per ottenere un buon risultato, perchè le farine normalmente commercializzate sono già un po&#8217; vecchie. Se non avete un mulino, potete comprarvene uno: è un investimento (costa caro) di cui non vi pentirete.
Bando alle ciance, vediamo come si fa il pandoro, che Natale è alle porte!
Ingredienti per 2 pandori
(se ne preparano due perchè la preparazione avviene in varie fasi ed ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ho con la Bauli o con la Motta, ci mancherebbe. Però è sempre meglio preparare i nostri dolci in casa, se abbiamo il tempo e la voglia di sperimentare. Usiamo sempre ingredienti naturali e il più possibile genuini: uova da allevamenti all&#8217;aperto provenienti da animali allevati senza l&#8217;uso di farine animali e di ormoni, latticini di buona qualità (sarebbe meglio conoscere personalmente la mucca, ma non si può pretendere tanto&#8230;) e farine appena macinate. Questo è davvero fondamentale per ottenere un buon risultato, perchè le farine normalmente commercializzate sono già un po&#8217; vecchie. Se non avete un mulino, potete comprarvene uno: è un investimento (costa caro) di cui non vi pentirete.<br />
Bando alle ciance, vediamo come si fa il pandoro, che Natale è alle porte!<span id="more-458"></span></p>
<p><strong>Ingredienti per 2 pandori</strong><br />
(se ne preparano due perchè la preparazione avviene in varie fasi ed è difficile lavorare con dosi piccole. E&#8217; necessario essere molto precisi per ottenere un buon risultato)</p>
<p>2 stampi per pandori in latta o carta<br />
610 g di farina<br />
50 g di zucchero a velo<br />
250 g di burro<br />
1 baccello di vaniglia<br />
175 g di zucchero<br />
1 dl di panna fresca<br />
30 g di lievito di birra<br />
1 limone<br />
8 uova</p>
<p><strong>Preparazione</strong><br />
In una terrina setacciate 75 g di farina con 10 g di zucchero, aggiungete il lievito di birra sbriciolato e un tuorlo d’uovo.<br />
Aggiungete 2 cucchiai di acqua tiepida, impastate fino ad ottenere un panetto molto elastico, coprire con un telo e lasciate lievitare un paio d&#8217;ore, lontano dalle correnti d&#8217;aria.</p>
<p>Riprendete l&#8217;impasto lievitato e aggiungete 160 g di farina setacciata, 90 g di zucchero, 25 g di burro e 3 tuorli. Impastare di nuovo fino ad ottenere un panetto molto elastico, che non si attacchi alle dita; coprire nuovamente e lasciare lievitare lontano dalle correnti d&#8217;aria per altre tre ore.</p>
<p>Prendete nuovamente l&#8217;impasto, aggiungete il resto della farina, 75 g di zucchero, 40 g di burro, 1 uovo intero e 3 tuorli.<br />
Impastate a lungo come prima e lasciate ancora riposare la pasta per due ore.</p>
<p>Scaldare la panna con il baccello di vaniglia, per farla insaporire; lasciate raffreddare a temperatura ambiente, quindi eliminate il baccello e aggiungetela all’impasto lievitato, insieme alla buccia grattugiata di un limone (non trattato!!!!). Lavorate l&#8217;impasto fino a che non si attacca più alle dita.<br />
Separate a metà l&#8217;impasto, formate due palle uguali, disponetele negli stampi precedentemente imburrati e infarinati e lasciatele lievitare fino a che non raggiungeranno il bordo.</p>
<p>Riscaldate il forno a 190°, infornate e cuocete per 20 minuti, dopodichè abbassate il forno a 160° e continuate la cottura per altri 20 minuti.</p>
<p>Sfornate e spolverizzate con zucchero a velo. Servire tiepido.</p>
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		<title>Si aggiudicano il massimo dei voti inventando il rilevatore di peti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 14:12:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Se non ci fosse da ridere...]]></category>
		<category><![CDATA[flatulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel Salas]]></category>
		<category><![CDATA[peti]]></category>
		<category><![CDATA[rilevatore]]></category>
		<category><![CDATA[rilevatore intensità dei peti]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Clain]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo lo stravolgente successo della notizia della scrofa con la flatulenza denunciata per procurato allarme in Australia (aveva fatto scattare l&#8217;allarme fuga di gas e accorrere i pompieri) non potevamo esimerci dal propinarvi questa notizia fondamentale, che segna una tappa miliare nel progresso scientifico e nella ricerca: Miguel Salas e Robert Clain, studenti alla Cornell University, hanno finalmente inventato un rilevatore di intensità dei peti, che classifica le flatulenze per la loro carica complessiva.
Il progetto, fatto per uno dei corsi di ingegneria, era stato in un primo tempo contrastato dal professore, non perché pensava fosse di cattivo gusto, ma perché riteneva che non fosse possibile trovare un modo per misurare le emissioni umane.
Ad ogni modo i due sono stati in grado di produrre uno strumento che classifica i gas emessi, per suono, temperatura e concentrazione di metano aggiudicandosi il massimo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo stravolgente successo della notizia della scrofa con la flatulenza denunciata per procurato allarme in Australia (aveva fatto scattare l&#8217;allarme fuga di gas e accorrere i pompieri) non potevamo esimerci dal propinarvi questa notizia fondamentale, che segna una tappa miliare nel progresso scientifico e nella ricerca: Miguel Salas e Robert Clain, studenti alla Cornell University, hanno finalmente inventato un rilevatore di intensità dei peti, che classifica le flatulenze per la loro carica complessiva.</p>
<p>Il progetto, fatto per uno dei corsi di ingegneria, era stato in un primo tempo contrastato dal professore, non perché pensava fosse di cattivo gusto, ma perché riteneva che non fosse possibile trovare un modo per misurare le emissioni umane.</p>
<p>Ad ogni modo i due sono stati in grado di produrre uno strumento che classifica i gas emessi, per suono, temperatura e concentrazione di metano aggiudicandosi il massimo dei voti e l&#8217;ammirazione di tutti appassionati del genere in tutto il mondo.</p>
<p>Ma per saperne di più di questa affascinante invenzione, abbiamo parlato con Miguel Salas&#8230;</p>
<p><strong>Ci è voluto un sacco di tempo, ma non molti soldi</strong><br />
Secondo Salas, lui e il suo compagno hanno speso più di 175 ore a testa sul progetto, ma il prezzo totale, compreso il costo del sensore del metano donato da un ammiratore, è stato di soli 150 dollari.</p>
<p><strong>É facile da usare</strong><br />
Il rilevatore di peti è chiuso in una scatola apposita che è sorretta da un treppiedi che permette allo strumento di essere sistemato vicino a ogni potenziale &#8220;scoreggiatore&#8221;. É anche equipaggiato di una ventola che si accende e spazza via la puzza se la flatulenza raggiunge livelli allarmanti della classifica.<br />
<strong><br />
Si sono preparati mangiando formaggio e fagioli</strong><br />
Mentre Salas spiega che hanno mangiato un sacco di formaggio per testare la macchina, il collega dice che i fagioli producono i peti più rumorosi. </p>
<p><strong>Le loro ragazze li hanno aiutati a testare la macchina</strong><br />
Nonostante siano due aspiranti ingegneri in elettronica che passano le loro giornate a ruminare sull&#8217;intensità delle scoregge, i due non disdegnano affatto le donne. E la cosa incredibile è che le donne non disdegnano loro. Infatti, le loro ragazze non immaginarie si sono rese disponibili a testare la loro invenzione. &#8220;La differenza principale tende ad essere nel suono&#8221;, ha detto Salas, spiegando cosa cambia tra la flatulenza maschile e quella femminile. &#8220;Le ragazze non fanno puzette molto rumorose, ma in quando a odore non c&#8217;è molta differenza&#8221;.</p>
<p><strong>Pensiamo che questo avrebbe un gran successo in Giappone.</strong><br />
Salas non riesce a vedere un mercato per questa invenzione, noi però non ne siamo così sicuri. Avendo visto video che mostrano giochi giapponesi in cui si fanno gare e manipolazioni di scoregge, pensiamo che se non altro ci potrebbe essere una grande domanda per l&#8217;invenzione di Salas nel paese del Sol Levante. (fonte Asylumitalia.it)</p>
<p>Per chi vuol approfondire, ecco il link della pagina del progetto. http://instruct1.cit.cornell.edu/courses/ee476/FinalProjects/s2009/rac82_mos22/rac82_mos22/index.htm</p>
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		<title>Ancora morti sul lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:41:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Un operaio e&#8217; morto precipitando in una voragine che si e&#8217; aperta in un tratto di strada alla periferia di Canosa di Puglia. L&#8217;uomo era impegnato con alcuni colleghi in lavori per un collettore idrico. A recuperare il corpo dell&#8217;operaio a una profondita&#8217; di sei metri sono intervenuti i Vigili del fuoco. Un altro operaio, di 50 anni, e&#8217; morto in una cava a Montecompatri (Roma). L&#8217;uomo sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario per asfaltare la strada. (fonte Ansa)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Un operaio e&#8217; morto precipitando in una voragine che si e&#8217; aperta in un tratto di strada alla periferia di Canosa di Puglia. <span id="more-453"></span>L&#8217;uomo era impegnato con alcuni colleghi in lavori per un collettore idrico. A recuperare il corpo dell&#8217;operaio a una profondita&#8217; di sei metri sono intervenuti i Vigili del fuoco. Un altro operaio, di 50 anni, e&#8217; morto in una cava a Montecompatri (Roma). L&#8217;uomo sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario per asfaltare la strada. (fonte Ansa)</p>
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		<title>Morto il giovane massacrato dal rivale in amore</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; E&#8217; morto la scorsa notte il giovane di 26 anni ridotto in fin di vita da un rivale in amore ieri nelle campagne di Castel Madama, centro a pochi chilometri da Roma.
Il giovane era stato trasportato in condizioni gravissime al policlinico Umberto I a causa delle gravi ferite provocate dal ragazzo di 18 anni che lo ha aggredito prima con una mazza da baseball e poi colpendolo con una revolverata alla testa.
Il diciottenne e due complici, coetanei, erano stati fermati dai carabinieri ieri mattina. Ora per tutti e tre l&#8217;accusa si trasformerà da tentato omicidio in omicidio. (fonte Ansa)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; E&#8217; morto la scorsa notte il giovane di 26 anni ridotto in fin di vita da un rivale in amore ieri nelle campagne di Castel Madama, centro a pochi chilometri da Roma.<span id="more-451"></span></p>
<p>Il giovane era stato trasportato in condizioni gravissime al policlinico Umberto I a causa delle gravi ferite provocate dal ragazzo di 18 anni che lo ha aggredito prima con una mazza da baseball e poi colpendolo con una revolverata alla testa.</p>
<p>Il diciottenne e due complici, coetanei, erano stati fermati dai carabinieri ieri mattina. Ora per tutti e tre l&#8217;accusa si trasformerà da tentato omicidio in omicidio. (fonte Ansa)</p>
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		<title>56 falsi invalidi arrestati a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:25:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[NAPOLI &#8211; Avrebbero riscosso per anni pensioni di invalidità senza averne diritto. Cinquantasei persone, la maggior parte donne, sono state arrestate la scorsa notte dai carabinieri a Napoli. Devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici.
Le indagini sono state avviate circa tre anni fa. Gli investigatori hanno quindi accertato che a Pallonetto di Santa Lucia si concentrava un altissimo numero di invalidi che godevano di pensioni attribuite attraverso la falsificazione di documentazione medica ed amministrativa. Ingenti i danni allo Stato.
I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno seguito per diverso tempo alcuni dei falsi invalidi. Così hanno scoperto che c&#8217;erano persone che pur dichiarandosi non vedenti guidavano tranquillamente le auto oppure un altro non vedente che leggeva il giornale mentre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.utopicoweb.info/wp-content/themes/arthemia/news/andrea_invalidi.jpg" alt="Falsi Invalidi - Andrea Vassalle" width="464" height="350" />NAPOLI &#8211; Avrebbero riscosso per anni pensioni di invalidità senza averne diritto. <span id="more-446"></span>Cinquantasei persone, la maggior parte donne, sono state arrestate la scorsa notte dai carabinieri a Napoli. Devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici.</p>
<p>Le indagini sono state avviate circa tre anni fa. Gli investigatori hanno quindi accertato che a Pallonetto di Santa Lucia si concentrava un altissimo numero di invalidi che godevano di pensioni attribuite attraverso la falsificazione di documentazione medica ed amministrativa. Ingenti i danni allo Stato.</p>
<p>I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno seguito per diverso tempo alcuni dei falsi invalidi. Così hanno scoperto che c&#8217;erano persone che pur dichiarandosi non vedenti guidavano tranquillamente le auto oppure un altro non vedente che leggeva il giornale mentre era in fila all&#8217;ufficio postale. (fonte Ansa &#8211; vignetta di <a href="http://www.allafoa.splinder.com">Andrea Vassalle</a>)</p>
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